585 5. Fu liberato dalla prigione poco tempo dopo
e divenne più compassionevole con i bisognosi. Propose
anzi di non respingere nessun povero, chiunque fosse e gli
chiedesse per amor di Dio.
Un giorno incontrò un cavaliere povero e quasi nudo:
mosso a compassione, gli cedette generosamente, per amor di
Cristo, le proprie vesti ben curate, che indossava.
E’ stato, forse, da meno il suo gesto di quello del
santissimo Martino? Eguali sono stati il fatto e la generosità,
solo il modo è diverso: Francesco dona le vesti prima
del resto quello invece le dà alla fine, dopo aver
rinunciato a tutto. Ambedue sono vissuti poveri ed umili in
questo mondo e sono entrati ricchi in cielo. Quello, cavaliere
ma povero, rivestì un povero con parte della sua veste,
questi, non cavaliere ma ricco, rivestì un cavaliere
povero con la sua veste intera. Ambedue, per aver adempiuto
il comando di Cristo, hanno meritato di essere, in visione,
visitati da Cristo, che lodò l'uno per la perfezione
raggiunta e invitò l'altro, con grandissima bontà,
a compiere in se stesso quanto ancora gli mancava.
586 6. Infatti, subito dopo, gli appare in visione
uno splendido palazzo, in cui scorge armi di ogni specie ed
una bellissima sposa. Nel sonno, Francesco si sente chiamare
per nome e lusingare con la promessa di tutti quei beni. Allora,
tenta di arruolarsi per la Puglia e fa ricchi preparativi
nella speranza di essere presto insignito del grado di cavaliere.
Il suo spirito mondano gli suggeriva una interpretazione mondana
della visione, mentre ben più nobile era quella nascosta
nei tesori della sapienza di Dio.
587 E infatti un'altra notte, mentre dorme, sente
di nuovo una voce, che gli chiede premurosa dove intenda recarsi.
Francesco espone il suo proposito, e dice di volersi recare
in Puglia per combattere. Ma la voce insiste e gli domanda
chi ritiene possa essergli più utile, il servo o il
padrone.
«Il padrone», risponde Francesco.
«E allora - riprende la voce - perché cerchi
il servo in luogo del padrone?».
E Francesco: «Cosa vuoi che io faccia, o Signore?».
« Ritorna - gli risponde il Signore - alla tua terra
natale, perché per opera mia si adempirà spiritualmente
la tua visione». Ritornò senza indugio, fatto
ormai modello di obbedienza e trasformato col rinnegamento
della sua volontà da Saulo in Paolo. Quello venne gettato
a terra e sotto i duri colpi disse parole soavi, Francesco
invece mutò le armi mondane in quelle spirituali, ed
in luogo della gloria militare ricevette una investitura divina.
Così a quanti - ed erano molti- si stupivano della
sua letizia inconsueta, rispondeva che sarebbe divenuto un
gran principe.